stiamo tranquilli…

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Raped, beaten, exploited: the 21st-century slavery propping up Sicilian farming [EN]

di Space Tractor • 23 Mar 2017 • 0 commenti 10

Su suggerimento di @Space Tractor

Un articolo del Guardian sulle donne rumene che lavorano nelle serre siciliane. Un’organizzazione italiana per i diritti umani, Associazione Proxyma, stima che più della metà di tutte le donne rumene che lavorano nelle serre della provincia di Ragusa siano sottoposte ad abusi, e quasi tutte lavorino in condizioni di sfruttamento prossime alla schiavitù. 

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La battaglia legale di alcuni genitori contro l’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione agli asili

La battaglia legale di alcuni genitori contro l’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione agli asili

di cocomeraio • 20 Mar 2017 • 0 commenti 1

A cura di @cocomeraio.

Da un articolo di Repubblica si apprende che in Emilia Romagna, la prima regione che ha inserito l’obbligo di vaccinazione per entrare nell’asilo nido, si inasprisce la battaglia legale sul tema: dopo un ricorso al TAR di Rimini che si esprimerà il 4 aprile, un altro comitato di genitori antivaccinisti ha annunciato la prima azione legale in provincia di Bologna. 

Feat, Italia

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Le “marocchinate”: storia delle truppe coloniali francesi in Italia

di Brisso • 19 Mar 2017 • 0 commenti 16

Su suggerimento di @Brisso.

La notizia di un remake porno del film La Ciociara di Vittorio de Sica è lo spunto per raccontare e ricordare la storia delle “Marocchinate”: con questo termine si fa infatti riferimento ‘agli stupri di gruppo, alle uccisioni, i saccheggi e le violenze di ogni genere perpetrate dalle truppe coloniali francesi (Cef), aggregate agli Alleati, ai danni della popolazione italiana, dei prigionieri di guerra e perfino di alcuni partigiani comunisti”. 

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Luciana Alpi si arrende, l’ingiustizia vince

Luciana Alpi si arrende, l’ingiustizia vince

di Goccia • 17 Mar 2017 • 0 commenti 6

A cura di @Goccia.

Amare e tristi le parole di Luciana Alpi, madre di Ilaria nella sua rinuncia:

«Con il cuore pieno di amarezza, come cittadina e come madre – afferma in una nota Luciana Alpi – ho dovuto assistere alla prova di incapacità data, senza vergogna, per ben ventitré anni dalla Giustizia italiana e dai suoi responsabili, davanti alla spietata esecuzione di mia figlia Ilaria e del suo collega Miran Hrovatin»

Un’altra brutta pagina per la giustizia italiana. 

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