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Come la Cina sta riscrivendo il libro delle origini dell’uomo

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Su suggerimento di @Ander Elessedil

Un lungo e dettagliato articolo su Nature tradotto in italiano da Le Scienze ripercorre quanto sappiamo delle popolazioni di ominidi presenti in Cina e nel resto dell’Asia, a partire dai primi Homo Erectus. Numerosi sono i punti ancora oscuri: non si sa se queste popolazioni si siano evolute parallelamente a quelle in Africa o se ne siano discendenti; se si tratti di linee evolutive ormai estinte o se abbiano invece contribuito al patrimonio genetico degli odierni abitanti dell’Asia.

Tra le numerose ipotesi e controversie è recentemente sceso in campo anche il governo cinese, che tramite ingenti finanziamenti alla ricerca e agli scavi appare deciso a fare luce sulla questione delle origini del proprio popolo.

I resti fossili di antichi ominidi scoperti in Cina mettono in dubbio il modello della progressione dall’Homo erectus africano all’uomo moderno finora più accreditato dai paleoantropologi occidentali. Questi resti mostrano infatti che, tra 900.000 e 125.000 anni fa circa, l’Asia orientale brulicava di ominidi dotati di caratteristiche che li collocherebbero tra Homo erectus e Homo sapiens, riportando il continente al centro dell’evoluzione umana.

 

Immagine da Wikimedia Commons


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