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FCA accelera per analisti e sindacati, è in ritardo per gli ecologisti

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A cura di @Ben Reilly.

Il 2017 si è aperto finanziariamente molto positivamente per FCA: il titolo della casa Italo-Americana guidata dal “maglionato” CEO Italo-Canadese chiude il 6 gennaio con +7% a Piazza Affari. Questo anche grazie ai giudizi positivi e molto favorevoli di diversi analisti, inclusi quelli in precedenza molto critico, e al boost dato dallo spin-off di Ferrari che in borsa, e nelle vendite, è andata tanto bene da garantire un maxi-premio ai lavoratori.

Lo spettro dell’amministrazione Trump non spaventa, anzi sembra favorevole a FCA, e il raggiungimento degli obiettivi del 2018 appare vicino: Goldman-Sachs scommette sull’azzeramento del debito già nel 2018.

Contemporaneamente FCA rassicura chi temeva uno minor sfruttamento delle fabbriche italiane: la produzione in Italia è cresciuta del 8,2%, e con essa l’occupazione negli stabilimenti in cui vengono allestiti gli ultimi modelli del Gruppo. Il risultato è valutato molto positivamente anche da FIM-CISL, che in un comunicato (disponibile in versione integrale in PDF) fa un’interessante analisi dello stato di occupazione e produzione degli stabilimenti italiani.

Contemporaneamente FCA sfrutta il palco del CES (Consumer Electronics Show) per presentare la Chrysler Portal, concept di auto elettrica a guida autonoma, e per svelare la collaborazione con Google per la realizzazione del prossimo sistema di infotainment che equipaggerà le future vetture del Gruppo.

Il biglietto da visita per quel che riguarda la tecnologia elettrica, però non convince tutti. Tecnologia elettrica che per ora si è vista solo su sulla sfortunata e rara 500e, venduta solo in California e Oregon, e sulla nuova, e per ora unica, ibrida plug-in del Gruppo: la Chrysler Pacifica Hybrid, tra l’altro anche oggetto di un’altra collaborazione tra FCA e Google che ha portato allo sviluppo e alla produzione di una flotta sperimentale di 100 vetture con guida autonoma della Chrysler Pacifica Hybrid.

L’altra elettrica attesa e mai arrivata è la Maserati Alfieri, il cui destino è tuttora incerto, e il cui continuo ritardo getta ombre sull’effettiva riuscita di questo modello.

Immagine di edvvc via Wikimedia Commons, CC BY 2.0

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