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Il dilemma dell’ansioso alle prese con l’incertezza

128 commenti

Su suggerimento di @mambombuti

 

Quando una decisione ha un esito imprevedibile, le persone ansiose incontrano una particolare difficoltà nel valutare correttamente la statistica degli eventi avversi e la probabilità che si verifichino in futuro: il fenomeno, dimostrato in una ricerca sperimentale su un gruppo di volontari, è stato confermato anche da test neurofisiologici in uno studio apparso sulla rivista “Nature” a firma di Michael Browning del John Radcliffe Hospital ad Oxford.

 

Immagine tratta da Pixabay

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  • DSM10

    Al limite ronfi come un bebè :-)))))

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  • La consapevolezza di “essere troppo ansioso” varia da individuo ad individuo e dipende da come e per quali motivi l’ansia si manifesta. Provo a spiegarmi con alcuni esempi:
    Se una persona è in ansia deve fare continui rituali compulsivi di pulizia (si lava continuamente le mani ad esempio) senza riuscire a fermarsi, allora di solito la persona è ben consapevole di avere un problema con l’ansia.
    Se una persona invece ha magari attacchi di panico improvvisi che lui scambia per attacchi cardiaci, spesso la sua consapevolezza di avere un problema d’ansia, almeno inizialmente, è bassa od addirittura assente. E magari corre tutti i giorni al pronto soccorso per farsi fare una visita cardiologica. Poi magari, col tempo, la sua consapevolezza aumenta e capisce che il suo problema è l’ansia e non il cuore.
    Se una madre è iperansiosa verso il figlio, va in panico appena si allontana di un metro e pretende che non esca di casa da solo, probabilmente riterrà le sue ansie/paure legittimissime e anche se tutti le spiegano che esagera è difficile che abbia consapevolezza di essere iperansiosa.
    Quindi sono possibili infinite situazioni differenti.
    Ciao.

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  • No. Hai ragione. Hai sollevato un problema centrale. Spesso le persone ansiose sono ansiose anche nel prendere i farmaci e questo spesso è uno dei problemi principali che si decono affrontare. Spesso È attraverso il rapporto di fiducia sincero che si deve instaurare tra medico e paziente che si può superare il problema e le legittime preoccupazioni.
    È per questo che è importante non seminare panico immotivato. È un argomento molto delicato. Ci va di mezzo la salute delle persone.
    Ciao!

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  • 13VRZ

    Grazie, molto esaustivo.
    Non ho capito la differenza tra attacchi d’ansia e di panico.
    Sicuramente sono un poco ansioso, tra l’altro credo sta cosa sia emersa dopo che ho smesso di fumare, magari sto dicendo una fregnaccia, eh!
    Probabilmente fumare mi consentiva semplicemente di scaricare la tensione.

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  • 13VRZ

    Ah, ok.
    Come dicevo prima a @DSM10 probabilmente sono un pò ansioso in generale ma è probabile anche che si tratti di stress da iperlavoro.
    Dottore quanto cazzeggio quotidiano su hookii mi prescrive?

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  • DSM10

    Non ho mai fumato, quindi non so, ma la tua ipotesi mi pare plausibile, soprattutto se è da poco che hai smesso.
    Nell’attacco di panico i sintomi dell’attacco d’ansia sono elevati all’ennesima potenza e domina la paura, la sensazione di morte imminente, il terrore che qualcosa di irrimediabile e tremendo possa accadere, unito ad un senso di impotenza.

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  • 13VRZ

    Ok, grazie.
    Che io ricordi non mi pare di aver avuto attacchi di panico, quindi.

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  • ulrich

    Se uno comincia a chiederselo già è sulla buona strada

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