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Il mercoledì dei pezzi grossi [EN]

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A cura di @s1m0n.

Dall’inizio dell’anno fino a mezzogiorno di oggi, i top manager delle 100 più grandi aziende del Regno Unito avranno guadagnato più di quanto il lavoratore medio britannico riuscirà a portare a casa nell’intero 2017.

Lo comunica l’High Pay Centre, che ha calcolato che lo stipendio medio dei top manager dei FTSE 100 ha superato nel 2016 le 1,000 sterline orarie. Pertanto, a mezzogiorno di oggi i pezzi grossi (“gatti grassi” in inglese) avranno intascato nel 2017 più delle 28,200 sterline che costituiscono l’attuale stipendio medio britannico.

Il calcolo dell’High Pay Centre ha comunque considerato, per i top manager, una giornata lavorativa di 12 ore, solo 10 giorni di ferie nel corso dell’anno e solo un weekend libero al mese.

Il primo ministro inglese May ha riconosciuto il problema e proposto di includere una rappresentanza dei lavoratori nei consigli di amministrazione; il think tank rilancia invece proponendo di rendere obbligatoria la pubblicazione del rapporto fra stipendio del CEO e salario medio all’interno dell’azienda. Al momento, per i CEO delle FTSE 100 questo rapporto medio è di 129 a 1, ma sale a 401 a 1 rispetto al salario minimo inglese.

Tuttavia, è improbabile che nel 2017 questo rapporto cali. Il salario medio annuale dei top manager FTSE 100 è tutt’ora in crescita, aumentato di quasi il 3% fra 2014 e 2015. Nel frattempo, gli stipendi inglesi sono stagnanti: il recente crollo del valore della sterlina è solo l’ultimo episodio di un lento ma costante indebolimento del reddito della classe media, il cui stipendio settimanale ora vale meno di quello di nove anni fa. E per il 2017, gli esperti di settore prevedono un generale blocco degli aumenti, in attesa degli effetti del Brexit sul valore della sterlina e sulla struttura di costi delle aziende di grandi dimensioni.

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