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La normalizzazione dell’antifascismo

La normalizzazione dell’antifascismo

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A cura di @gio.

Con l’approssimarsi del 25 aprile lo scrittore Giorgio Fontana propone sul suo blog una riflessione sulla ricorrenza e sulla sua celebrazione a partire dalla necessità di definire cosa sia il fascismo oggi.

Parlerei dunque di fascismo contemporaneo come di un atteggiamento, variamente esplicitato, che ha a che fare con la negazione delle libertà personali, l’esaltazione della violenza, il razzismo, la volontà di solleticare il rancore del popolo, una decisa impostazione anti-sinistra, e uno sdegno (spesso malcelato) nei confronti del diritto democratico. È una definizione di massima, da rifinire e sulla quale possiamo discutere finché si vuole. Spero solo che ci aiuti a porre il problema.

Su tali basi e alla luce di numerosi esempi offerti dall’attualità politica e di cronaca, lo scrittore propone in conclusione il suo personale significato della Festa della Liberazione

Il 25 aprile dovrebbe essere allora la ratifica di un impegno; di un patto che è al tempo stesso morale e civile. Scendere in piazza non per abitudine o astratte questioni, ma per il concretissimo bisogno di ribadire, ancora oggi, che esistono persone il cui ideale di vita comune è l’esatto contrario di qualsiasi forma di fascismo. E che per questo ideale sono disposte, ognuna con i propri modi, a lottare.

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