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Referendum del 17 aprile, un po’ di numeri

112 commenti

Su suggerimento di @MMM.

Un articolo scritto da Dario Faccini pubblicato su Aspo Italia ci aiuta a fare un po’ di chiarezza sul referendum del 17 aprile prossimo, fornendoci un po’ di dati.
Quale sono le concessioni che vengono interessate dalla vittoria del referendum? Quanto metano estraggono?

 

Immagine by Wolfgang Meinhart[CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

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  • Shamàlaya ♂

    Detta così pare che l’ENI imbronciata venga obbligata a dare allo stato le chiavi dell’appartamento, e col cazzo che da una pulita prima di andarsene.

    In realtà semplicemente arriverebbe al termine dell’ultimo rinnovo delle concessioni.
    Sarebbe una sorta di chiusura di un contratto, niente che suoni come un esproprio, dunque probabilmente ciò prevede già delle procedure di dismissione delle piattaforme in uso.
    Tendenzialmente però io sono per il no, semplicemente perché non vedo benefici ambientali sostanziali nell’interrompere l’utilizzo di infrastrutture già esistenti e che limitano, anche di poco, la nostra dipendenza energetica dall’estero.

    Dipendenza che ci lega a doppio filo con nazioni non esattamente raccomandabili.
    Le motivazioni politiche dietro al referendum poi mi piacciono ancora meno: suonano molto come le “bufale a fin di bene”.
    Per una causa che si ritiene giusta si stravolge il senso di uno strumento democratico o si raccontano mezze verità, un po’ come quando per sensibilizzare al rispetto delle donne si inventa L’EMERGENZA FEMMINICIDIO.

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  • splarz

    Il fine è condivisibile, il mezzo è stupido: non si può passare alle rinnovabili semplicemente rinunciando alle fonti fossili, bisogna prima creare la rete di distribuzione adeguata (quella che abbiamo non gestisce bene variazioni di potenza), impianti per lo stoccaggio dell’energia (mega batterie per quando il sole non c’è, per dire) e diffondere capillarmente fotovoltaico e quant’altro (potrebbe non essere nemmeno sufficiente).
    http://www.ilpost.it/filippozuliani/2011/08/04/niente-piu-nucleare-come/

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